I vari atei militanti

Grandissimo post questo scritto da Malvino, merita sicuramente una lettura calma e attenta.

Ne riporto qui una parte:

[…] Spianata questa piccola piega nell’affermazione del nostro filosofo, aggiungiamo che quasi tutti gli atei sono per la libertà di culto: la sostengono perché la libertà di nessun culto abbia pari dignità. Diciamola tutta: un cristiano, un musulmano, un induista, un devoto a Odino o a Manitù, uno che crede agli oroscopi o un qualsiasi altro nevropatico della specie – per un ateo – si equivalgono, meritano tutti lo stesso rispetto, e ne meritano moltissimo, almeno fino a quando non iniziano a rompere il cazzo dopo il primo “no, grazie”. Ok, Allah è grande e Gesù è risorto, ma a casa di ciascuno – così ragionano gli atei.
Gli atei non festeggiano per un ateo in più, né vanno alla ricerca della pecorella smarrita, nemmeno pensano che gli esseri umani meritino la metafora delle pecorelle, perché poi ci sta sempre chi vuol fare il pastore e il cane del pastore.
Sì, gli atei sono un po’ eccentrici talvolta, ma tutto è relativo: considerare sacra una vacca, impuro un porco o sublime mangiare una cialda di frumento immaginandosi che sia sangue e carne di uno morto da duemila anni – dico – è roba assennata?


Ma arriviamo alla sostanza. Dalla non esistenza di Dio (o similari), nove volte su dieci, un ateo trae la conseguenza che la verità non sia in possesso esclusivo di un’autorità religiosa, e che la morale sia un’esigenza che nasce dal basso, dalla convenienza nel mettere un po’ d’ordine (meglio se condiviso) tra le cause e gli effetti. Così stando le cose, un ateo risulta sempre assai più tollerante di un credente, s’incazza solo quando si pretende il suo consenso su qualcosa di indimostrato.Insomma, un ateo prende sempre le difese di chi subisce violenza per le sue convinzioni. Diciamo solo che, quando a scannarsi tra di loro sono militanti di fedi rivali, di qua e di là fottutamente convinti che solo questa fede è quella vera, o laltra, e per la fede bisogna uccidere e/o farsi ammazzare, be’, un ateo guarda la violenza e si chiede come sia possibile cominciare a sradicare questa mala pianta. E rimane un po’ interdetto: perciò s’attarda, e non riesce ad essere il primo a prendere le difese di chi sta a malpartito, perché somiglia stramaledettamente a chi gliele sta dando. Come dire, si confondono facilmente.  […]

 

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