Burning Chrome

It was hot, the night we burned Chrome.

Out in the malls and plazas, moths were batting themselves to death against the neon, but in Bobby’s loft the only light came from a monitor screen and the green and red LEDs on the face of the matrix simulator.

 

I knew every chip in Bobby’s simulator by heart; it looked like your workaday Ono-Sendai VII. the “Cyberspace Seven,” but I’d rebuilt it so many time that you’d have had a hard time finding a square millimeter of factory cir- cuitry in all that silicon.

(William Gibson, Burning Chrome

[…]

Per quanto Gibson non mi faccia impazzire, questo racconto è proprio bello, e di tanto in tanto torno a rileggerlo, peccato solo che in inglese sia molto difficile da seguire.

 

 

5 Commenti a “Burning Chrome”

  1. Jojoy scrive:

    C’é anche la versione italiana, pubblicata da Mondadori qualche anno fa, in un’antologia che prende il nome proprio da questo racconto, che è vero… è proprio bello!

  2. Antar scrive:

    a me, invece, Gibson fa impazzire.

  3. Joe Tempesta scrive:

    Rabbrividisco ancora per lo “spaccaghiaccio”. Forse è meglio se ti tieni la versione in inglese. 😉

  4. fabbrone scrive:

    Jojoy: celo, bella copertina, e carini i racconti.

    Antar: Alcuni spunti molto belli, ma alle volte non si capisce proprio cosa voglia dire (mi viene in mente Neuromante)

    Joe Tempesta: Lo spaccaghiaccio? Non è che ti confondi con Basic Instint? 😉

  5. vb scrive:

    Basta avere l’Urania originale… 😉

Scrivi un commento

Gtalk:

Categorie

Feed

  • Feed degli articoli
  • Feed dei commenti
  • Feed via FeedBurner