Fingere di andare in vacanza
Una volta, tanto tempo fa, lessi un articolo di giornale che parlava di coloro che fingevano di andare in vacanza, rinchiudendosi in casa per una o 2 settimane a tapparelle abbassate.
Il perché lo facessero era presto spiegato, la voglia di essere come chi in vacanza ci andava davvero, l’avere qualche cosa da raccontare una volta tornati in ufficio, e così via.
Ha senso soffermarsi su quanto (non) corrispondessero a verità i resoconti post vacanzieri? A mio parere non poi tanto. Forse sarebbe stato più utile cercare di capire più a fondo il perché delle tapparelle abbassate.
Se poi fosse un esame, per ottenere la lode bisognerebbe anche fare capire che andare in vacanza non rende più interessanti, per lo meno se interessanti non lo si è già.
Allora c’è vita in questo blog!
Me lo ricordo anch’io quell’articolo; se ricordo bene la motivazione era la vergogna per non poter andare in vacanza.
Indubbiamente è da interrogarsi sulle motivazioni di tale comportamento e sull’importanza di certi “status symbol”.
Certo che c’è vita, spesso mancano le cose da dire