[Sono alla posta, in coda da circa 20 minuti. Fuori fa abbastanza freddo, così siamo tutti dentro, praticamente uno attaccato all'altro. Accanto a me una signora parla al telefono come se fosse alla finestra]
"…se poi non sta proprio tranquilla, vengo io e le mettiamo 10 gocce di serenase nel latte, e se non bastano ne mettiamo 15…"
"…no ma sai sono convinta che con la terapia farmacologica tutto si risolverebbe…"
"…sì, io conosco delle strutture ma ti costerebbero tantissimo, prima prova come ti ho detto io…"
[Dopo una 30ina di secondi dall'ultima frase è arrivato il mio turno e mi sono allontanato, non prima di aver lanciato uno sguardo schifato alla signora al telefono]
Deve essere proprio triste invecchiare e non essere in grado di badare a se stessi.
Dopo aver visto Bianca e Caro Diario, spinto dalla curiosità ho provato a vedere Palombella Rossa. Sarà che non sono stato nel PCI negli anni ’70, come dice qualcuno, ma a me è sembrato veramente inutile. Probabilmente i vari personaggi avrebbero dovuto riportarmi alla mente qualcuno conosciuto nelle sezioni, ma a me sono sembrati solo stereotipi noiosi e ripetitivi. Non credo che lo rivedrò.
Da notare la giovane Asia Argento, un raro caso di donna che invece di migliorare con il tempo peggiora.
Stamattina, mentre cercavo un file che non sapevo dove fosse finito, mi sono ritrovato a voler lanciare Spotlight (un applicativo fornito con MacOsX) su Windows XP. Credo che la metamorfosi sia cominciata.
Oltre al tarantolato un personaggio che si incontra frequentemente nelle aulee universitarie è il saputello.
Il saputello è facile da riconoscere, ma non da sopportare. Infatti qualsiasi cosa venga detta dal docente il saputello dirà qualche cosa tipo "ah sì lo so", "non è perfettamente giusto", "ahahhaha" eccetera. Sedersi accanto a lui è noioso, non smette di parlare per tutto il tempo della lezione, e cerca di convincerti che ha ragione.
Il tarantolato, casualmente, è sempre imbronciato durante gli esami, infatti nella maggior parte dei casi il professore non ha capito bene l’elaborato e/o il compito non era sul programma del corso, o ancora lui era molto preparato ma non su quelle cose lì. Insomma, quando non passa gli esami è sempre e comunque colpa di qualcun altro.
E infatti dopo tanto tempo ho deciso di salutare movable type – che non avevo aggiornato dalla versione 2.64 – e convertire il blog a wordpress. La strada è ancora lunga, il template non mi soddisfa pienamente e soprattutto ci sono un altro po’ di cosette da inserire. Ma come inizio direi che può andare. Oltre tutto per ora il sito non si vede bene con IE e con Safari, rimane da capire come modificare il css. Ho cercato di rendere la migrazione trasparente per l’utente, e mi farebbe piacere avere segnalazioni in caso salti fuori quando salterà fuori qualche errore, nei giorni a venire.
post di prova
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La marcia dell’imperatore è un bellissimo documentario, prima di tutto.
I protagonisti sono i pinguini imperatore, che nel marzo di ogni anno si mettono in cammino per andare alla ricerca di un partner.
Praticamente ogni pinguino imperatore è nato nello stesso posto da centinaia di anni.
Non c’è bisogno di nessun effetto speciale per questo film, bastano le immagini della natura incontamitanata e del miracolo della vita per renderlo interessante e molto avvincente.
A parte la “voce” dei pinguini un narratore (Morgan Freeman nella versione inglese, Fiorello in quella italiana) racconta il susseguirsi degli eventi e le abitudini dei pennuti abitanti del polo sud. Il commento – parlo ovviamente della versione inglese – non è mai invasivo e sempre molto serio, speriamo che sia così anche nella versione italiana.
In definitiva, da vedere e rivedere sicuramente, magari azzerando l’audio e lasciando parlare solamente le immagini.
Ogni domanda ha una risposta giusta e una sbagliata.
Così, quando ti chiedono “…ma tu sai usare i computer?” la risposta esatta è sempre “No“.
La risposta sbagliata è invece qualche cosa tipo “beh, prova a chiedere, che vediamo…”, perché la domandina richiederà almeno 1 ora di smanettamenti vari.
La prossima volta mi presento con la maglietta qui a lato.
Guardando le cronache di questi giorni riguardo quel che sta succedendo in francia mi è tornato alla mente Do the right thing di Spike Lee (che in un impeto di generosità era stato tradotto letteralmente, “Fa la cosa giusta”).
Peccato che la realtà stia nettamente superando la finzione cinematografica.