For a minute there, I lost myself, I lost myself
(Karma Police – Radiohead)
Ci sono momenti in cui cambiare religione sembra la cosa più naturale del mondo.
Momenti – rari, per fortuna – in cui basterebbe una piccola spinta da parte di qualcuno per fare il grande passo.
E, sempre in quei rari momenti di instabilità mentale, è un bene o un male tutti siano away su icq?
Un ibook da 12” mi costerebbe 999 €uro, con lo sconto studenti sarebbero circa 930 €uro.
Quando mai un cambio di religione è stato così cheap?
(11:32:45) $amicodifabrizio: amico io disdico il mio abbonamento a internette
(11:32:51) fabrizio: fai bene
(11:32:53) $amicodifabrizio: e’ spuntato un nuovo access point
(11:32:57) $amicodifabrizio: essid linksys
(11:33:01) $amicodifabrizio: senza wep ![]()
(11:33:02) fabrizio: vicino a casa tua?
(11:33:03) fabrizio: ahahahahaha
(11:33:12) $amicodifabrizio: credo proprio i vicini a giudicare dal segnale
(11:33:31) fabrizio: grandissimo
(11:33:54) $amicodifabrizio: guarda qui
Il caller id è una gran bella invenzione, soprattutto sul telefono fisso.
Intervengo in un ufficio per fare un lavoretto di manutenzione, ci sono da cambiare le impostazioni della rete su alcuni pc, visto che ho messo in produzione il nuovo proxy.
Naturalmente tutti i pc sono dotati di password all’accensione (uguale per ogni macchina, praticamente il nome della moneta corrente) e di password all’avvio.
Nella peggiore delle ipotesi, quella in cui la password non era uguale al nome utente, ho potuto recuperarla nel giro di 30 secondi, guardando nell’ordine:
- sui post it incollati ai bordi del monitor
- sotto la tastiera
- nel primo cassetto della scrivania.
Non parliamo poi della password di Administrator, che per evitare fosse dimenticata non è stata proprio messa. Infatti basta premere invio.
Da un estremo all’altro, mi è capitato di scegliere una password di root talmente lunga e complicata da non ricordarla – ma questo sarebbe il meno – ma averla persino scritta sbagliata. Rimane da scoprire a cosa stessi pensando mentre la stavo digitando.
Un cd di knoppix e un paio di imprecazioni sono bastate a rimettere tutto a posto, per fortuna.

Facciamo finta che sei a cena con qualche amico.
Facciamo finta che, per ridere e scherzare, ti chiedano di fingerti omosessuale e provarci con uno di un altro tavolo, conosciuto come un gran conquistatore.
Facciamo ancora finta che, ostentando interesse, gli stringi la mano con calore.
Ti chiedo un ultimo sforzo, facciamo infine finta che lui, appena finito di stringerti la mano, se la pulisca sui pantaloni, come impaurito e/o schifato.
Ecco, se mai succedesse una cosa del genere non credi che ti ritroveresti a pensare che, al di la delle belle parole, ci sia ancora tanto da fare, e tanti pregiudizi da abbattere?
Ma per fortuna abbiamo solo fatto finta, vero?
All’inizio di questa settimana mi è arrivata una mail in cui mi si chiedeva il permesso di pubblicare una delle foto della smart che ho sul fotoblog. All’inizio non sapevo bene cosa rispondere, il giornale che voleva pubblicarla è austriaco, e anche visitando il sito non ci ho capito una cippa.
Dopo un paio di mail, ho acconsentito alla pubblicazione, chiedendo solamente che si vedesse chiaramente il mio indirizzo di posta elettronica, e che mi mandassero una copia cartacea del giornale
Il giornale è arrivato oggi, in duplice copia, con allegata una lettera di ringraziamento.
E devo dire che è una bella soddisfazione ![]()
Naturalmente non potevo esimermi da fare autopromozione, per cui l’articolo in pdf (okkio, è oltre 1 Mb) (mirror qui) e in png (mirror qui) sono disponibili.
Ora rimane solo un ultimo, piccolo problema.
Cosa dice l’articolo? Da quel (poco) che ho capito parla delle cattive condizioni del mercato della smart, e quindi si giustificherebbe la foto.
Vediamo se con un annuncio…
Oggi ho provato Skype con la connessione senza fili offerta dal politecnico.
A parte la lentezza del mio pc (Celeron 400,128 Mb ram, Win 2K) il tutto ha funzionato abbastanza bene, sia su numeri skype che cellulari.